Maggiore incidenza di malformazioni nei neonati di donne affette da epilessia che assumevano farmaci antiepilettici

Ricercatori dell’Helsinki University Central Hospital e dell’University of Helsinki ( Finlandia ) hanno studiato la relazione tra il rischio di malformazioni congenite maggiori e madri con epilessia che nella maggioranza dei casi stava assumendo farmaci antiepilettici.

Nel corso del periodo 1980-1998, sono state seguite in modo prospettico 970 gravidanze, che hanno interessato madri affette da epilessia.

Dei 979 nati, 740 sono risultati esposti a farmaci antiepilettici durante il primo trimestre di gravidanza. I livelli materni dei farmaci antiepilettici e le concentrazioni plasmatiche di folato sono state misurate alla fine del primo trimestre.

Malformazioni maggiori sono state osservate in 28 feti (3,8%) esposti a farmaci antiepilettici materni ed in 2 (0,8%) tra i non esposti (p=0.02).

L’analisi di regressione logistica ha evidenziato che i fattori di rischio indipendente di malformazioni maggiori sono risultati essere: uso di Carbamazepina (OR:2,5), uso di Valproato (Depakin) (OR:4,1), uso dell’Oxcarbazepina (Tolep) (OR:10,8), basse concentrazioni plasmatiche di folato al termine del primo trimestre (OR:5,8), e basso livello di educazione della madre (OR:3).

Le crisi convulsive durante il primo trimestre non hanno aumentato il rischio di malformazioni maggiori.

I Ricercatori raccomandano l’uso di un singolo farmaco antiepilettico anziché di una politerapia durante la gravidanza, e la supplementazione con folato. Il limite dello studio è rappresentato dalla mancanza del gruppo controllo.

Kaaja E et al, Neurology 2003; 60:575-579


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Prof. Dr. Mario I. CámeraDirector Médico
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